Incontro del 20 febbraio
Incontro del 20 febbraio
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LameziaInforma.it | 19 二月 2026
+Prosegue su altri binari il progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino ATS, che il 2 febbraio al Chiostro ha visto un primo incontro illustrativo alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria. In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto. All’incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione, che sarebbe lo scopo del finanziamento ottenuto con i fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.
«Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» – ha detto Marina Galati. «Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso. La scelta dell’abitare diffuso è centrale – ha proseguito – Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano. È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti».
«Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» – ha concluso Galati – «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso».
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma domani alle 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise. Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza. Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Leggi l'ArticoloReportage Online | 17 二月 2026
+Prosegue a Lamezia Terme il percorso che prova a rileggere una ferita storica della città come uno spazio possibile di trasformazione. Un cammino che, a partire dal tema dell’abitare, sta progressivamente spostando lo sguardo dall’emergenza alle persone, dalle contrapposizioni alle responsabilità condivise. Un primo passaggio significativo di questo percorso si è svolto lo scorso 2 febbraio, nel corso dell’incontro pubblico al Chiostro di San Domenico promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS e alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria, dove è emersa con forza la necessità di restituire concretezza e umanità al dibattito sull’abitare.
In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, ha avuto particolare rilievo la testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto, che ha restituito il senso quotidiano dell’abitare come esperienza fragile ma decisiva: fatta di relazioni, di percorsi lenti, di fiducia da ricostruire. Un racconto che ha reso evidente come non si riduca tutto alla questione degli alloggi, ma si tratti bensì di un processo che incide sulla possibilità delle persone di sentirsi parte di una comunità e di costruire un futuro stabile.
All’incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione.
«Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» – ha detto Marina Galati. «Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso. La scelta dell’abitare diffuso è centrale – ha proseguito – Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano. È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti». «Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» – ha concluso Galati – «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso».
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma giovedì 20 febbraio alle ore 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise. Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza. Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo delle istituzioni, delle reti sociali e del territorio nel rendere concreti i percorsi avviati, anche attraverso l’individuazione di abitazioni adeguate e distribuite nei diversi contesti cittadini. Il progetto, infatti, affianca alle politiche abitative un lavoro più ampio di accompagnamento sociale, educativo e culturale: dal supporto scolastico ai percorsi di autonomia lavorativa, dalla mediazione sociale alla promozione della partecipazione civica, fino alla valorizzazione della cultura e della memoria rom. Un approccio integrato che riconosce come l’accoglienza non possa essere ridotta a un singolo intervento, ma richieda un impegno condiviso e continuativo.
Ad aprire l’incontro sarà Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana. Seguiranno gli interventi di Marina Galati, direttrice del progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà uno sguardo diretto sui percorsi in atto e sulle sfide quotidiane dell’inclusione.
L’incontro è aperto alla cittadinanza e si propone come uno spazio pubblico di ascolto e dialogo sul futuro dell’abitare a Lamezia Terme, nella consapevolezza che la qualità di una città si misura anche dalla sua capacità di trasformare le fragilità in occasioni di corresponsabilità e di costruzione del bene comune.
Il percorso di confronto pubblico proseguirà con altri due appuntamenti già programmati per il 28 febbraio e per il 3 marzo, a conferma della volontà di mantenere aperto nel tempo il dialogo con la città e di accompagnare in modo continuativo i processi di cambiamento avviati.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.
Leggi l'ArticoloCityOne Lamezia | 16 二月 2026
+Prosegue a Lamezia Terme il percorso che prova a rileggere una ferita storica della città come uno spazio possibile di trasformazione. Un cammino che, a partire dal tema dell’abitare, sta progressivamente spostando lo sguardo dall’emergenza alle persone, dalle contrapposizioni alle responsabilità condivise. Un primo passaggio significativo di questo percorso si è svolto lo scorso 2 febbraio, nel corso dell’incontro pubblico al Chiostro di San Domenico promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS e alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria, dove è emersa con forza la necessità di restituire concretezza e umanità al dibattito sull’abitare.
In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, ha avuto particolare rilievo la testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto, che ha restituito il senso quotidiano dell’abitare come esperienza fragile ma decisiva: fatta di relazioni, di percorsi lenti, di fiducia da ricostruire. Un racconto che ha reso evidente come non si riduca tutto alla questione degli alloggi, ma si tratti bensì di un processo che incide sulla possibilità delle persone di sentirsi parte di una comunità e di costruire un futuro stabile.
All’incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione.
«Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» – ha detto Marina Galati. «Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso. La scelta dell’abitare diffuso è centrale – ha proseguito – Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano. È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti». «Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» – ha concluso Galati – «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso».
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma venerdì 20 febbraio alle ore 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise. Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza. Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo delle istituzioni, delle reti sociali e del territorio nel rendere concreti i percorsi avviati, anche attraverso l’individuazione di abitazioni adeguate e distribuite nei diversi contesti cittadini. Il progetto, infatti, affianca alle politiche abitative un lavoro più ampio di accompagnamento sociale, educativo e culturale: dal supporto scolastico ai percorsi di autonomia lavorativa, dalla mediazione sociale alla promozione della partecipazione civica, fino alla valorizzazione della cultura e della memoria rom. Un approccio integrato che riconosce come l’accoglienza non possa essere ridotta a un singolo intervento, ma richieda un impegno condiviso e continuativo.
Ad aprire l’incontro sarà Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana. Seguiranno gli interventi di Marina Galati, direttrice del progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà uno sguardo diretto sui percorsi in atto e sulle sfide quotidiane dell’inclusione.
L’incontro è aperto alla cittadinanza e si propone come uno spazio pubblico di ascolto e dialogo sul futuro dell’abitare a Lamezia Terme, nella consapevolezza che la qualità di una città si misura anche dalla sua capacità di trasformare le fragilità in occasioni di corresponsabilità e di costruzione del bene comune.
Il percorso di confronto pubblico proseguirà con altri due appuntamenti già programmati per il 28 febbraio e per il 3 marzo, a conferma della volontà di mantenere aperto nel tempo il dialogo con la città e di accompagnare in modo continuativo i processi di cambiamento avviati.
Leggi l'ArticoloLameziaterme.it | 17 二月 2026
+Il 20 febbraio un nuovo incontro pubblico sul tema dell’abitare nell’ambito del progetto di inclusione dei cittadini lametini di origine rom
Giovedì 20 febbraio ore 17 – Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano
Prosegue a Lamezia Terme il percorso che prova a rileggere una ferita storica della città come uno spazio possibile di trasformazione. Un cammino che, a partire dal tema dell’abitare, sta progressivamente spostando lo sguardo dall’emergenza alle persone, dalle contrapposizioni alle responsabilità condivise.
Un primo passaggio significativo di questo percorso si è svolto lo scorso 2 febbraio, nel corso dell’incontro pubblico al Chiostro di San Domenico promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS e alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria, dove è emersa con forza la necessità di restituire concretezza e umanità al dibattito sull’abitare.
In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, ha avuto particolare rilievo la testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto, che ha restituito il senso quotidiano dell’abitare come esperienza fragile ma decisiva: fatta di relazioni, di percorsi lenti, di fiducia da ricostruire. Un racconto che ha reso evidente come non si riduca tutto alla questione degli alloggi, ma si tratti bensì di un processo che incide sulla possibilità delle persone di sentirsi parte di una comunità e di costruire un futuro stabile.
All’incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione.
«Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» – ha detto Marina Galati.
«Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso. La scelta dell’abitare diffuso è centrale – ha proseguito – Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano. È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti». «Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» – ha concluso Galati – «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso».
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma giovedì 20 febbraio alle ore 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise. Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza. Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo delle istituzioni, delle reti sociali e del territorio nel rendere concreti i percorsi avviati, anche attraverso l’individuazione di abitazioni adeguate e distribuite nei diversi contesti cittadini. Il progetto, infatti, affianca alle politiche abitative un lavoro più ampio di accompagnamento sociale, educativo e culturale: dal supporto scolastico ai percorsi di autonomia lavorativa, dalla mediazione sociale alla promozione della partecipazione civica, fino alla valorizzazione della cultura e della memoria rom.
Un approccio integrato che riconosce come l’accoglienza non possa essere ridotta a un singolo intervento, ma richieda un impegno condiviso e continuativo.
Ad aprire l’incontro sarà Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana. Seguiranno gli interventi di Marina Galati, direttrice del progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà uno sguardo diretto sui percorsi in atto e sulle sfide quotidiane dell’inclusione.
L’incontro è aperto alla cittadinanza e si propone come uno spazio pubblico di ascolto e dialogo sul futuro dell’abitare a Lamezia Terme, nella consapevolezza che la qualità di una città si misura anche dalla sua capacità di trasformare le fragilità in occasioni di corresponsabilità e di costruzione del bene comune.
Il percorso di confronto pubblico proseguirà con altri due appuntamenti già programmati per il 28 febbraio e per il 3 marzo, a conferma della volontà di mantenere aperto nel tempo il dialogo con la città e di accompagnare in modo continuativo i processi di cambiamento
avviati.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.
Leggi tutto: https://www.lameziaterme.it/abitare-diffuso-inclusione-nuovo-incontro-pubblico-lamezia/
Leggi l'ArticoloilLametino.it | 21 二月 2026
+Lamezia Terme - Non un progetto per le persone Rom, ma un progetto collettivo che coinvolgerà tutti i cittadini di Lamezia, nell’imminenza dello smantellamento di Scordovillo: è il Progetto Intrecci – abitiamo il lametino, promosso da Comunità Progetto Sud e presentato in un incontro di sensibilizzazione presso il salone della chiesa di San Giuseppe Artigiano, alla presenza della direttrice Marina Galati, della mediatrice Nada Amato, del parroco e direttore di Caritas Diocesana don Fabio Stanizzo.
“Il progetto nasce come messa in atto delle strategie nazionali ed Europee a tutela di Rom, Sinti e Caminanti - spiega Galati - che mette insieme le quattro parole importanti della casa, della scuola, del lavoro, della salute, oltreché della partecipazione attiva delle stesse persone Rom nei processi di inclusione sociale. Certo la nostra emergenza è lo smantellamento del campo Rom di Scordovillo, ma non c’è solo quello”. La creazione di Scordovillo risale al 1982, quando dopo un’alluvione le famiglie Rom vengono confinati in questo terreno, dietro un muro alto tre metri che le divide dal mondo, e dal resto della città. Ma di fatto la presenza dei Rom a Lamezia è documentata fin dagli anni ’30 del ‘900, e oggi la loro comunità è composta da 96 famiglie per un totale di circa 400 persone, delle quale 100 sono bambini, e la stragrande maggioranza persone in età da lavoro: una popolazione giovane, sulla quale si può lavorare al cambiamento. “Dopo tante promesse la mia comunità ha capito che è arrivato il suo momento”, sottolinea la mediatrice Nadia Amato, presidente dell’associazione Rom Zanà, “Oggi a Scordovillo si vive in condizioni poco dignitose e poco umane, nel terrore dei topi e del maltempo, che rischia continuamente di divellere le lamiere dei tetti. Finora abbiamo incontrato le famiglie dei beneficiari del progetto per stabilire nei colloqui i bisogni abitativi di ciascuno. Poi è partita la fase lavoro per accompagnare l’inserimento dei giovani. I Rom stanno reagendo benissimo, con grande disponibilità”.
“La popolazione Rom è composta da nostri concittadini, nati e residenti a Lamezia”, continua Galati, “che meritano di essere inseriti nei percorsi abitativi, con un nuovo approccio: non andremo a costruire nuovi campi, nuove case, nuove finte “aggregazioni”, ma a identificare all’interno del tessuto abitativo della città percorsi che possano includere nell’abitare di tutti anche le famiglie Rom. Il lavoro che si sta facendo, con la Regione, la Prefettura, il Comune e l’Aterp, è quello di individuare case disponibili, che l’Aterp comprerebbe – chi è intenzionato a vendere può rivolgersi ad un ufficio comunale preposto – che possano accogliere le famiglie Rom”. Per preparare la popolazione sono in calendario una serie di incontri nelle parrocchie: oggi appunto a San Giuseppe artigiano, ospiti di don Fabio Stanizzo, direttore di Caritas che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con Intrecci, finalizzato alla sensibilizzazione, attraverso l’impegno delle parrocchie e delle Caritas parrocchiali.
“Favoriremo questi incontri”, spiega don Stanizzo, “per parlare con le persone di ciò che sta accadendo, per incontrarle, per far capire che è un momento di rinascita, di scommessa per la nostra realtà. Scordovillo è una zona della città che per anni è rimasta da parte, dove c’è tanta sofferenza, miseria, tante povertà umane, materiali e immateriali. Un luogo che oggi può vivere un senso di riscatto, sia per le persone che abitano lì che per tutto il territorio”. Tante le iniziative di Intrecci per abbattere la marginalizzazione del popolo Rom e accompagnarlo nella fase di uscita dal campo, dalla regolarizzazione del lavoro, alla prevenzione e alla cura di patologie insorte per aver vissuto in un luogo insano; ma forte è soprattutto l’esigenza di coinvolgere nel processo l’intera comunità lametina. “Il nome Intrecci si riferisce ai tanti fili che costruiscono relazioni, legami: quelli fra vicini di casa, fra abitanti dello stesso quartiere, condominio, palazzo”, conclude Galati, “Ci saranno paure iniziali ma dobbiamo affrontarle. Siamo convinti di poter realizzare un’integrazione. Ci vorrà del tempo, ma questo non ci spaventa. Ѐ necessario chiudere con una realtà, Scordovillo, di cui tutti ci vergogniamo, che rappresenta una ferita comune, e che tutti siamo chiamati a curare”.
Leggi l'ArticoloilLametino.it | 16 二月 2026
+Lamezia Terme - Prosegue a Lamezia Terme il percorso che prova a rileggere una ferita storica della città come uno spazio possibile di trasformazione. Un cammino che, a partire dal tema dell’abitare, sta progressivamente spostando lo sguardo dall’emergenza alle persone, dalle contrapposizioni alle responsabilità condivise. Un primo passaggio significativo di questo percorso si è svolto lo scorso 2 febbraio, nel corso dell’incontro pubblico al Chiostro di San Domenico promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS e alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria, dove è emersa con forza la necessità di restituire concretezza e umanità al dibattito sull’abitare.
In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, ha avuto particolare rilievo la testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto, che ha restituito il senso quotidiano dell’abitare come esperienza fragile ma decisiva: fatta di relazioni, di percorsi lenti, di fiducia da ricostruire. Un racconto che ha reso evidente come non si riduca tutto alla questione degli alloggi, ma si tratti bensì di un processo che incide sulla possibilità delle persone di sentirsi parte di una comunità e di costruire un futuro stabile.
All'incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione. "Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» - ha detto Marina Galati. «Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso. La scelta dell’abitare diffuso è centrale - ha proseguito - Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano. È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti». «Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» - ha concluso Galati - «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso".
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma giovedì 20 febbraio alle ore 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano. L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise. Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza. Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo delle istituzioni, delle reti sociali e del territorio nel rendere concreti i percorsi avviati, anche attraverso l’individuazione di abitazioni adeguate e distribuite nei diversi contesti cittadini. Il progetto, infatti, affianca alle politiche abitative un lavoro più ampio di accompagnamento sociale, educativo e culturale: dal supporto scolastico ai percorsi di autonomia lavorativa, dalla mediazione sociale alla promozione della partecipazione civica, fino alla valorizzazione della cultura e della memoria rom. Un approccio integrato che riconosce come l’accoglienza non possa essere ridotta a un singolo intervento, ma richieda un impegno condiviso e continuativo.
Ad aprire l’incontro sarà Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana. Seguiranno gli interventi di Marina Galati, direttrice del progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà uno sguardo diretto sui percorsi in atto e sulle sfide quotidiane dell’inclusione. L’incontro è aperto alla cittadinanza e si propone come uno spazio pubblico di ascolto e dialogo sul futuro dell’abitare a Lamezia Terme, nella consapevolezza che la qualità di una città si misura anche dalla sua capacità di trasformare le fragilità in occasioni di corresponsabilità e di costruzione del bene comune. Il percorso di confronto pubblico proseguirà con altri due appuntamenti già programmati per il 28 febbraio e per il 3 marzo, a conferma della volontà di mantenere aperto nel tempo il dialogo con la città e di accompagnare in modo continuativo i processi di cambiamento avviati. Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.
Leggi l'ArticoloLaNovitàOnline.it | 17 二月 2026
+Prosegue a Lamezia Terme il percorso che prova a rileggere una ferita storica della città come uno spazio possibile di trasformazione. Un cammino che, a partire dal tema dell’abitare, sta progressivamente spostando lo sguardo dall’emergenza alle persone, dalle contrapposizioni alle responsabilità condivise. Un primo passaggio significativo di questo percorso si è svolto lo scorso 2 febbraio, nel corso dell’incontro pubblico al Chiostro di San Domenico promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS e alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria, dove è emersa con forza la necessità di restituire concretezza e umanità al dibattito sull’abitare.
In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, ha avuto particolare rilievo la testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto, che ha restituito il senso quotidiano dell’abitare come esperienza fragile ma decisiva: fatta di relazioni, di percorsi lenti, di fiducia da ricostruire. Un racconto che ha reso evidente come non si riduca tutto alla questione degli alloggi, ma si tratti bensì di un processo che incide sulla possibilità delle persone di sentirsi parte di una comunità e di costruire un futuro stabile.
All’incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione.
«Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» – ha detto Marina Galati. «Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso. La scelta dell’abitare diffuso è centrale – ha proseguito – Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano. È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti». «Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» – ha concluso Galati – «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso».
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma giovedì 20 febbraio alle ore 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise. Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza. Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo delle istituzioni, delle reti sociali e del territorio nel rendere concreti i percorsi avviati, anche attraverso l’individuazione di abitazioni adeguate e distribuite nei diversi contesti cittadini. Il progetto, infatti, affianca alle politiche abitative un lavoro più ampio di accompagnamento sociale, educativo e culturale: dal supporto scolastico ai percorsi di autonomia lavorativa, dalla mediazione sociale alla promozione della partecipazione civica, fino alla valorizzazione della cultura e della memoria rom. Un approccio integrato che riconosce come l’accoglienza non possa essere ridotta a un singolo intervento, ma richieda un impegno condiviso e continuativo.
Ad aprire l’incontro sarà Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana. Seguiranno gli interventi di Marina Galati, direttrice del progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà uno sguardo diretto sui percorsi in atto e sulle sfide quotidiane dell’inclusione.
L’incontro è aperto alla cittadinanza e si propone come uno spazio pubblico di ascolto e dialogo sul futuro dell’abitare a Lamezia Terme, nella consapevolezza che la qualità di una città si misura anche dalla sua capacità di trasformare le fragilità in occasioni di corresponsabilità e di costruzione del bene comune.
Il percorso di confronto pubblico proseguirà con altri due appuntamenti già programmati per il 28 febbraio e per il 3 marzo, a conferma della volontà di mantenere aperto nel tempo il dialogo con la città e di accompagnare in modo continuativo i processi di cambiamento avviati.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.
Leggi l'ArticoloCalabria Reportage | 16 二月 2026
+Prosegue a Lamezia Terme il percorso che prova a rileggere una ferita storica della città come uno spazio possibile di trasformazione.
Un cammino che, a partire dal tema dell’abitare, sta progressivamente spostando lo sguardo dall’emergenza alle persone, dalle contrapposizioni alle responsabilità condivise.
Un primo passaggio significativo di questo percorso si è svolto lo scorso 2 febbraio, nel corso dell’incontro pubblico al Chiostro di San Domenico promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS e alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria, dove è emersa con forza la necessità di restituire concretezza e umanità al dibattito sull’abitare.
In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, ha avuto particolare rilievo la testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto, che ha restituito il senso quotidiano dell’abitare come esperienza fragile ma decisiva: fatta di relazioni, di percorsi lenti, di fiducia da ricostruire.
Un racconto che ha reso evidente come non si riduca tutto alla questione degli alloggi, ma si tratti bensì di un processo che incide sulla possibilità delle persone di sentirsi parte di una comunità e di costruire un futuro stabile.
All’incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione.
«Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» ha detto Marina Galati.
«Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso.
La scelta dell’abitare diffuso è centrale ha proseguito. Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano.
È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti».
«Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» ha concluso Galati. «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso».
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma giovedì 20 febbraio alle ore 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise.
Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza.
Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo delle istituzioni, delle reti sociali e del territorio nel rendere concreti i percorsi avviati, anche attraverso l’individuazione di abitazioni adeguate e distribuite nei diversi contesti cittadini.
Il progetto, infatti, affianca alle politiche abitative un lavoro più ampio di accompagnamento sociale, educativo e culturale: dal supporto scolastico ai percorsi di autonomia lavorativa, dalla mediazione sociale alla promozione della partecipazione civica, fino alla valorizzazione della cultura e della memoria rom.
Un approccio integrato che riconosce come l’accoglienza non possa essere ridotta a un singolo intervento, ma richieda un impegno condiviso e continuativo.
Ad aprire l’incontro sarà Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana. Seguiranno gli interventi di Marina Galati, direttrice del progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà uno sguardo diretto sui percorsi in atto e sulle sfide quotidiane dell’inclusione.
L’incontro è aperto alla cittadinanza e si propone come uno spazio pubblico di ascolto e dialogo sul futuro dell’abitare a Lamezia Terme, nella consapevolezza che la qualità di una città si misura anche dalla sua capacità di trasformare le fragilità in occasioni di corresponsabilità e di costruzione del bene comune.
Il percorso di confronto pubblico proseguirà con altri due appuntamenti già programmati per il 28 febbraio e per il 3 marzo, a conferma della volontà di mantenere aperto nel tempo il dialogo con la città e di accompagnare in modo continuativo i processi di cambiamento avviati.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.
Leggi l'ArticoloCalabria Magnifica | 16 二月 2026
+Prosegue a Lamezia Terme (CZ) il percorso promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS per trasformare la storica fragilità abitativa in opportunità di integrazione, con incontri pubblici che mettono al centro la comunità rom, le famiglie, le istituzioni e le reti sociali, puntando su abitazioni diffuse nel tessuto urbano e percorsi di partecipazione civica, educativa e culturale
Il tema dell’abitare torna al centro del dibattito cittadino a Lamezia Terme in provincia di Catanzaro, con un focus sull’inclusione dei cittadini di origine rom. Giovedì 20 febbraio alle ore 17, nel Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano, il progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS promuove un nuovo incontro pubblico per affrontare la fragilità abitativa come occasione di partecipazione e responsabilità condivisa.
Il percorso, iniziato il 2 febbraio con un primo confronto al Chiostro di San Domenico, ha visto la partecipazione di Salvatore Rotella per Aterp Calabria e di Damiano Berlingieri, mediatori e rappresentanti della comunità rom, sottolineando che l’abitare non si riduce al semplice accesso agli alloggi, ma coinvolge relazioni, fiducia e possibilità di sentirsi parte integrante della città.
«Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» – ha dichiarato Marina Galati, direttrice del progetto, – «La scelta dell’abitare diffuso è centrale. Non significa creare nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere in case vere, inserite nel tessuto urbano. Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti, che possano usare servizi, spazi comuni e costruire relazioni».
L’incontro di giovedì prevede anche gli interventi di Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà testimonianze dirette sui percorsi in corso e sulle sfide quotidiane dell’inclusione. Sarà affrontata la necessità di un approccio integrato, che unisca politiche abitative, accompagnamento sociale, educativo e culturale, dalla scuola all’autonomia lavorativa, fino alla valorizzazione della memoria e della cultura rom.
Il percorso pubblico proseguirà con altri appuntamenti il 28 febbraio e il 3 marzo, confermando la volontà di mantenere attivo un dialogo continuo con la città e di sostenere processi di cambiamento duraturi. Il progetto è finanziato dai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027, e rappresenta un esempio concreto di come l’abitare possa diventare strumento di coesione sociale e sviluppo condiviso nella provincia di Catanzaro.
Leggi l'ArticoloLa Nuova Calabria | 16 二月 2026
+Prosegue a Lamezia Terme il percorso che prova a rileggere una ferita storica della città come uno spazio possibile di trasformazione. Un cammino che, a partire dal tema dell’abitare, sta progressivamente spostando lo sguardo dall’emergenza alle persone, dalle contrapposizioni alle responsabilità condivise. Un primo passaggio significativo di questo percorso si è svolto lo scorso 2 febbraio, nel corso dell’incontro pubblico al Chiostro di San Domenico promosso dal progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS e alla presenza di Salvatore Rotella in rappresentanza di Aterp Calabria, dove è emersa con forza la necessità di restituire concretezza e umanità al dibattito sull’abitare.
In quell’occasione, accanto agli approfondimenti istituzionali e progettuali, ha avuto particolare rilievo la testimonianza di Damiano Berlingieri, lametino di origine rom e mediatore del progetto, che ha restituito il senso quotidiano dell’abitare come esperienza fragile ma decisiva: fatta di relazioni, di percorsi lenti, di fiducia da ricostruire. Un racconto che ha reso evidente come non si riduca tutto alla questione degli alloggi, ma si tratti bensì di un processo che incide sulla possibilità delle persone di sentirsi parte di una comunità e di costruire un futuro stabile.
All'incontro era presente anche il Forum del Terzo Settore per la sensibilizzazione di attività di inclusione.
«Per noi lametini questa è soprattutto un’occasione per rafforzarsi come comunità e riconoscersi reciprocamente come cittadini che abitano lo stesso territorio» - ha detto Marina Galati. «Per troppo tempo il tema di Scordovillo è stato affrontato solo a tratti, senza mai una visione strutturata. Oggi proviamo a fare un passo diverso. La scelta dell’abitare diffuso è centrale - ha proseguito - Non significa creare nuovi luoghi separati o nuovi agglomerati, ma permettere alle famiglie di vivere all’interno della città, in case vere, inserite nel tessuto urbano. È una strada che consente di affrontare la fragilità abitativa senza riprodurre modelli che hanno già mostrato tutti i loro limiti». «Parliamo di cittadini lametini a tutti gli effetti» - ha concluso Galati - «La possibilità di vivere i quartieri, i servizi e gli spazi comuni insieme agli altri cittadini è la base per costruire convivenza, responsabilità reciproca e futuro condiviso».
È dentro questa prospettiva che si colloca il nuovo incontro pubblico promosso nell’ambito del progetto “Inclusione e integrazione dei cittadini di origine rom residenti nel Comune di Lamezia Terme”, in programma giovedì 20 febbraio alle ore 17, presso il Salone della Chiesa di San Giuseppe Artigiano.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore momento di confronto all’interno di un percorso che intende spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla costruzione di soluzioni strutturali e condivise. Nel corso dell’incontro si rifletterà sulla necessità di promuovere forme di abitare diffuse, integrate nel tessuto urbano e sostenibili nel tempo, capaci di superare modelli che hanno prodotto isolamento e distanza. Abitare, in questa visione, significa possibilità di costruire relazioni, accedere ai servizi, inserirsi nei quartieri e sentirsi parte attiva della città.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo delle istituzioni, delle reti sociali e del territorio nel rendere concreti i percorsi avviati, anche attraverso l’individuazione di abitazioni adeguate e distribuite nei diversi contesti cittadini. Il progetto, infatti, affianca alle politiche abitative un lavoro più ampio di accompagnamento sociale, educativo e culturale: dal supporto scolastico ai percorsi di autonomia lavorativa, dalla mediazione sociale alla promozione della partecipazione civica, fino alla valorizzazione della cultura e della memoria rom. Un approccio integrato che riconosce come l’accoglienza non possa essere ridotta a un singolo intervento, ma richieda un impegno condiviso e continuativo.
Ad aprire l’incontro sarà Don Fabio Stanizzo, direttore della Fondazione Caritas Diocesana. Seguiranno gli interventi di Marina Galati, direttrice del progetto INTRECCI – Abitiamo il Lametino ATS, e di Nadia Amato, mediatrice del progetto, che porterà uno sguardo diretto sui percorsi in atto e sulle sfide quotidiane dell’inclusione.
L’incontro è aperto alla cittadinanza e si propone come uno spazio pubblico di ascolto e dialogo sul futuro dell’abitare a Lamezia Terme, nella consapevolezza che la qualità di una città si misura anche dalla sua capacità di trasformare le fragilità in occasioni di corresponsabilità e di costruzione del bene comune.
Il percorso di confronto pubblico proseguirà con altri due appuntamenti già programmati per il 28 febbraio e per il 3 marzo, a conferma della volontà di mantenere aperto nel tempo il dialogo con la città e di accompagnare in modo continuativo i processi di cambiamento avviati.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.
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