Scordovillo, cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative: Intrecci fa il punto sul percorso di inclusione
Scordovillo, cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative: Intrecci fa il punto sul percorso di inclusione
Lamezia Terme. Cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, oltre Scordovillo.
È uno dei dati più significativi emersi nel corso dell'incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera dal progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino, dedicato ai temi dell'accesso ai diritti, della salute e del contrasto all'antiziganismo, nell’ambito più ampio programma di attività di Intrecci dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici.
Un risultato concreto che rappresenta l'avvio di una fase importante del percorso di superamento del campo rom, ma che costituisce soltanto uno degli obiettivi di un progetto molto più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 36 mesi.
Nel corso dell'incontro, la direttrice del progetto Marina Galati ha ricordato come il lavoro di Intrecci non passi dall’assegnazione degli alloggi. Il progetto nasce infatti per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale, costruito attraverso interventi che riguardano la casa, ma anche la scuola, il lavoro, la salute, l'accesso ai servizi e la partecipazione alla vita della comunità.
Galati ha inoltre richiamato l'attenzione sulle condizioni in cui hanno vissuto per anni centinaia di cittadini a Scordovillo, sottolineando come le strutture presenti nell'insediamento non possano essere considerate abitazioni dignitose. “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato, ribadendo che il superamento del campo rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali.
Il percorso avviato in questi mesi è stato preceduto da un lungo lavoro di ascolto e conoscenza delle famiglie residenti nell'insediamento. Attraverso incontri individuali sono stati costruiti progetti personalizzati che hanno consentito di individuare i bisogni specifici di ciascun nucleo familiare, così da orientare il successivo inserimento abitativo in relazione alla composizione delle famiglie, alla presenza di minori, persone anziane, disabilità e alle esigenze di accesso ai servizi.
L'individuazione e l'assegnazione degli alloggi sono di competenza di ATERP Calabria, mentre il progetto Intrecci accompagna le famiglie prima, durante e dopo il trasferimento, sostenendo i percorsi di inclusione sociale e di autonomia.
La bonifica dell'area di Scordovillo e la chiusura dell'insediamento sono, invece, al centro di un imponente piano di riqualificazione. L'intervento unisce fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.
Come ricordato dall'assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme Mimmo Gianturco, il Comune partecipa attivamente al progetto attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, contribuendo all'accompagnamento delle famiglie e al monitoraggio dell'intero processo affinché il cambiamento avvenga in condizioni di serenità, sicurezza e responsabilità condivisa.
Nel corso dell'iniziativa è stato inoltre ribadito come il progetto poggi su un solido impianto istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e una rete di enti del Terzo Settore riuniti nell'ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino. Una governance integrata che affronta non soltanto il tema dell'abitare, ma anche quelli della sanità, dell'istruzione, del lavoro e dell'accesso ai servizi, nella consapevolezza che la casa rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio processo di inclusione.
In questo senso, l'intervento di Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha evidenziato la rilevanza nazionale ed europea dell'iniziativa, nata per affrontare condizioni di esclusione sociale divenute strutturali nel tempo. Un progetto che punta a sperimentare un modello innovativo di intervento, capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali, costruendo risposte integrate ai bisogni delle persone e delle comunità.
A rafforzare questa visione è stato anche l'intervento di Sonia Bruzzese, presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato il valore dei temi al centro del percorso formativo accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – determinanti sociali della salute, accesso ai diritti e contrasto all'antiziganismo – come elementi che interrogano direttamente la responsabilità delle istituzioni nel garantire giustizia sociale. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma è strettamente legata al benessere delle persone e alle condizioni in cui vivono. Per questo anche le politiche pubbliche sono chiamate a guardare oltre l'erogazione dei servizi, riconoscendo che istruzione, cultura, relazioni sociali e accesso ai diritti rappresentano fattori determinanti per la salute e la qualità della vita.
Richiamando i principi dell'articolo 3 della Costituzione, la presidente dell'Ordine ha inoltre sottolineato il ruolo dell'assistente sociale quale professionista chiamato a costruire connessioni tra persone, istituzioni e territori, contribuendo a ricomporre le fratture sociali e a creare le condizioni affinché i diritti possano essere concretamente esercitati.
Il superamento di Scordovillo rappresenta una sfida che riguarda tutti. Per questo Intrecci continuerà a promuovere momenti di informazione, confronto e sensibilizzazione, raccontando con trasparenza l'evoluzione del progetto e il lavoro quotidiano che accompagna una delle più importanti azioni di inclusione sociale avviate negli ultimi anni in Calabria.
Il progetto "Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme" è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.
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+LameziaTerme.it | 23 jul 2026
+Cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, oltre Scordovillo.
È uno dei dati più significativi emersi nel corso dell’incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera dal progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino, dedicato ai temi dell’accesso ai diritti, della salute e del contrasto all’antiziganismo, nell’ambito più ampio programma di attività di Intrecci dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici.
Un risultato concreto che rappresenta l’avvio di una fase importante del percorso di superamento del campo rom, ma che costituisce soltanto uno degli obiettivi di un progetto molto più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 36 mesi.
Nel corso dell’incontro, la direttrice del progetto Marina Galati ha ricordato come il lavoro di Intrecci non passi dall’assegnazione degli alloggi. Il progetto nasce infatti per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale, costruito attraverso interventi che riguardano la casa, ma anche la scuola, il lavoro, la salute, l’accesso ai servizi e la partecipazione alla vita della comunità.
Galati ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui hanno vissuto per anni centinaia di cittadini a Scordovillo, sottolineando come le strutture presenti nell’insediamento non possano essere considerate abitazioni dignitose. “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato, ribadendo che il superamento del campo rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali.
Il percorso avviato in questi mesi è stato preceduto da un lungo lavoro di ascolto e conoscenza delle famiglie residenti nell’insediamento. Attraverso incontri individuali sono stati costruiti progetti personalizzati che hanno consentito di individuare i bisogni specifici di ciascun nucleo familiare, così da orientare il successivo inserimento abitativo in relazione alla composizione delle famiglie, alla presenza di minori, persone anziane, disabilità e alle esigenze di accesso ai servizi.
L’individuazione e l’assegnazione degli alloggi sono di competenza di ATERP Calabria, mentre il progetto Intrecci accompagna le famiglie prima, durante e dopo il trasferimento, sostenendo i percorsi di inclusione sociale e di autonomia.
La bonifica dell’area di Scordovillo e la chiusura dell’insediamento sono, invece, al centro di un imponente piano di riqualificazione. L’intervento unisce fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.
Come ricordato dall’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme Mimmo Gianturco, il Comune partecipa attivamente al progetto attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, contribuendo all’accompagnamento delle famiglie e al monitoraggio dell’intero processo affinché il cambiamento avvenga in condizioni di serenità, sicurezza e responsabilità condivisa.
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ribadito come il progetto poggi su un solido impianto istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e una rete di enti del Terzo Settore riuniti nell’ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino. Una governance integrata che affronta non soltanto il tema dell’abitare, ma anche quelli della sanità, dell’istruzione, del lavoro e dell’accesso ai servizi, nella consapevolezza che la casa rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio processo di inclusione.
In questo senso, l’intervento di Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha evidenziato la rilevanza nazionale ed europea dell’iniziativa, nata per affrontare condizioni di esclusione sociale divenute strutturali nel tempo. Un progetto che punta a sperimentare un modello innovativo di intervento, capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali, costruendo risposte integrate ai bisogni delle persone e delle comunità.
A rafforzare questa visione è stato anche l’intervento di Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato il valore dei temi al centro del percorso formativo accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – determinanti sociali della salute, accesso ai diritti e contrasto all’antiziganismo – come elementi che interrogano direttamente la responsabilità delle istituzioni nel garantire giustizia sociale. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma è strettamente legata al benessere delle persone e alle condizioni in cui vivono. Per questo anche le politiche pubbliche sono chiamate a guardare oltre l’erogazione dei servizi, riconoscendo che istruzione, cultura, relazioni sociali e accesso ai diritti rappresentano fattori determinanti per la salute e la qualità della vita.
Richiamando i principi dell’articolo 3 della Costituzione, la presidente dell’Ordine ha inoltre sottolineato il ruolo dell’assistente sociale quale professionista chiamato a costruire connessioni tra persone, istituzioni e territori, contribuendo a ricomporre le fratture sociali e a creare le condizioni affinché i diritti possano essere concretamente esercitati.
Il superamento di Scordovillo rappresenta una sfida che riguarda tutti. Per questo Intrecci continuerà a promuovere momenti di informazione, confronto e sensibilizzazione, raccontando con trasparenza l’evoluzione del progetto e il lavoro quotidiano che accompagna una delle più importanti azioni di inclusione sociale avviate negli ultimi anni in Calabria.
Il progetto “Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme” è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.
Leggi tutto: https://www.lameziaterme.it/scordovillo-cento-persone-hanno-avviato-proprio-percorso-verso-nuove-soluzioni-abitative/
Leggi l'ArticoloLameziaInforma.it | 23 jul 2026
+Solo 100 persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, per lasciare Scordovillo, ma secondo dati del Comune, al 9 agosto 2024, nel campo vivevano 96 famiglie, ovvero 412 persone.
È uno dei dati più emersi nel corso dell’incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera dal progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino, dedicato ai temi dell’accesso ai diritti, della salute e del contrasto all’antiziganismo, nell’ambito più ampio programma di attività di Intrecci dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici.
Un risultato che rappresenta l’avvio di una fase importante del percorso di superamento del campo rom, ma che costituisce soltanto uno degli obiettivi di un progetto molto più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 36 mesi.
Nel corso dell’incontro, la direttrice del progetto Marina Galati ha ricordato come il lavoro di Intrecci non passi dall’assegnazione degli alloggi. Il progetto nasce infatti per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale, costruito attraverso interventi che riguardano la casa, ma anche la scuola, il lavoro, la salute, l’accesso ai servizi e la partecipazione alla vita della comunità.
Galati ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui hanno vissuto per anni centinaia di cittadini a Scordovillo, sottolineando come le strutture presenti nell’insediamento non possano essere considerate abitazioni dignitose. “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato, ribadendo che il superamento del campo rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali.
Il percorso avviato in questi mesi è stato preceduto da un lungo lavoro di ascolto e conoscenza delle famiglie residenti nell’insediamento. Attraverso incontri individuali sono stati costruiti progetti personalizzati che hanno consentito di individuare i bisogni specifici di ciascun nucleo familiare, così da orientare il successivo inserimento abitativo in relazione alla composizione delle famiglie, alla presenza di minori, persone anziane, disabilità e alle esigenze di accesso ai servizi.
L’individuazione e l’assegnazione degli alloggi sono di competenza di Aterp Calabria, mentre il progetto Intrecci accompagna le famiglie prima, durante e dopo il trasferimento, sostenendo i percorsi di inclusione sociale e di autonomia.
La bonifica dell’area di Scordovillo e la chiusura dell’insediamento sono, invece, al centro di un imponente piano di riqualificazione. L’intervento unisce fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.
Come ricordato dall’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme Mimmo Gianturco, il Comune partecipa attivamente al progetto attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, contribuendo all’accompagnamento delle famiglie e al monitoraggio dell’intero processo affinché il cambiamento avvenga in condizioni di serenità, sicurezza e responsabilità condivisa.
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ribadito come il progetto poggi su un solido impianto istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e una rete di enti del Terzo Settore riuniti nell’ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino. Una governance integrata che affronta non soltanto il tema dell’abitare, ma anche quelli della sanità, dell’istruzione, del lavoro e dell’accesso ai servizi, nella consapevolezza che la casa rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio processo di inclusione.
In questo senso, l’intervento di Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha evidenziato la rilevanza nazionale ed europea dell’iniziativa, nata per affrontare condizioni di esclusione sociale divenute strutturali nel tempo. Un progetto che punta a sperimentare un modello innovativo di intervento, capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali, costruendo risposte integrate ai bisogni delle persone e delle comunità.
A rafforzare questa visione è stato anche l’intervento di Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato il valore dei temi al centro del percorso formativo accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – determinanti sociali della salute, accesso ai diritti e contrasto all’antiziganismo – come elementi che interrogano direttamente la responsabilità delle istituzioni nel garantire giustizia sociale. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma è strettamente legata al benessere delle persone e alle condizioni in cui vivono. Per questo anche le politiche pubbliche sono chiamate a guardare oltre l’erogazione dei servizi, riconoscendo che istruzione, cultura, relazioni sociali e accesso ai diritti rappresentano fattori determinanti per la salute e la qualità della vita.
Richiamando i principi dell’articolo 3 della Costituzione, la presidente dell’Ordine ha inoltre sottolineato il ruolo dell’assistente sociale quale professionista chiamato a costruire connessioni tra persone, istituzioni e territori, contribuendo a ricomporre le fratture sociali e a creare le condizioni affinché i diritti possano essere concretamente esercitati.
Il progetto “Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme” è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, ricevendo 8 milioni nel triennio, mentre proseguono le proteste dei sindaci dell’hinterland ed anche di alcuni residenti lametini.
Leggi l'ArticoloCityOne Lamezia | 23 jul 2026
+Cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, oltre Scordovillo. È uno dei dati più significativi emersi nel corso dell’incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera dal progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino, dedicato ai temi dell’accesso ai diritti, della salute e del contrasto all’antiziganismo, nell’ambito più ampio programma di attività di Intrecci dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici.
Un risultato concreto che rappresenta l’avvio di una fase importante del percorso di superamento del campo rom, ma che costituisce soltanto uno degli obiettivi di un progetto molto più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 36 mesi.
Nel corso dell’incontro, la direttrice del progetto Marina Galati ha ricordato come il lavoro di Intrecci non passi dall’assegnazione degli alloggi. Il progetto nasce infatti per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale, costruito attraverso interventi che riguardano la casa, ma anche la scuola, il lavoro, la salute, l’accesso ai servizi e la partecipazione alla vita della comunità.
Galati ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui hanno vissuto per anni centinaia di cittadini a Scordovillo, sottolineando come le strutture presenti nell’insediamento non possano essere considerate abitazioni dignitose. “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato, ribadendo che il superamento del campo rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali.
Il percorso avviato in questi mesi è stato preceduto da un lungo lavoro di ascolto e conoscenza delle famiglie residenti nell’insediamento. Attraverso incontri individuali sono stati costruiti progetti personalizzati che hanno consentito di individuare i bisogni specifici di ciascun nucleo familiare, così da orientare il successivo inserimento abitativo in relazione alla composizione delle famiglie, alla presenza di minori, persone anziane, disabilità e alle esigenze di accesso ai servizi.
L’individuazione e l’assegnazione degli alloggi sono di competenza di ATERP Calabria, mentre il progetto Intrecci accompagna le famiglie prima, durante e dopo il trasferimento, sostenendo i percorsi di inclusione sociale e di autonomia.
La bonifica dell’area di Scordovillo e la chiusura dell’insediamento sono, invece, al centro di un imponente piano di riqualificazione. L’intervento unisce fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.
Come ricordato dall’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme Mimmo Gianturco, il Comune partecipa attivamente al progetto attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, contribuendo all’accompagnamento delle famiglie e al monitoraggio dell’intero processo affinché il cambiamento avvenga in condizioni di serenità, sicurezza e responsabilità condivisa.
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ribadito come il progetto poggi su un solido impianto istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e una rete di enti del Terzo Settore riuniti nell’ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino. Una governance integrata che affronta non soltanto il tema dell’abitare, ma anche quelli della sanità, dell’istruzione, del lavoro e dell’accesso ai servizi, nella consapevolezza che la casa rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio processo di inclusione.
In questo senso, l’intervento di Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha evidenziato la rilevanza nazionale ed europea dell’iniziativa, nata per affrontare condizioni di esclusione sociale divenute strutturali nel tempo. Un progetto che punta a sperimentare un modello innovativo di intervento, capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali, costruendo risposte integrate ai bisogni delle persone e delle comunità.
A rafforzare questa visione è stato anche l’intervento di Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato il valore dei temi al centro del percorso formativo accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – determinanti sociali della salute, accesso ai diritti e contrasto all’antiziganismo – come elementi che interrogano direttamente la responsabilità delle istituzioni nel garantire giustizia sociale. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma è strettamente legata al benessere delle persone e alle condizioni in cui vivono. Per questo anche le politiche pubbliche sono chiamate a guardare oltre l’erogazione dei servizi, riconoscendo che istruzione, cultura, relazioni sociali e accesso ai diritti rappresentano fattori determinanti per la salute e la qualità della vita.
Richiamando i principi dell’articolo 3 della Costituzione, la presidente dell’Ordine ha inoltre sottolineato il ruolo dell’assistente sociale quale professionista chiamato a costruire connessioni tra persone, istituzioni e territori, contribuendo a ricomporre le fratture sociali e a creare le condizioni affinché i diritti possano essere concretamente esercitati.
Il superamento di Scordovillo rappresenta una sfida che riguarda tutti. Per questo Intrecci continuerà a promuovere momenti di informazione, confronto e sensibilizzazione, raccontando con trasparenza l’evoluzione del progetto e il lavoro quotidiano che accompagna una delle più importanti azioni di inclusione sociale avviate negli ultimi anni in Calabria.
Il progetto “Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme” è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.
Leggi l'ArticoloilLametino.it | 23 jul 2026
+Lamezia Terme - "Cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, oltre Scordovillo. È uno dei dati più significativi emersi nel corso dell'incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera dal progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino, dedicato ai temi dell'accesso ai diritti, della salute e del contrasto all'antiziganismo, nell’ambito più ampio programma di attività di Intrecci dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici" a tracciare un primo bilancio è il progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino.
"Un risultato concreto - precisano - che rappresenta l'avvio di una fase importante del percorso di superamento del campo rom, ma che costituisce soltanto uno degli obiettivi di un progetto molto più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 36 mesi. Nel corso dell'incontro, la direttrice del progetto Marina Galati ha ricordato come il lavoro di Intrecci non passi dall’assegnazione degli alloggi. Il progetto nasce infatti per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale, costruito attraverso interventi che riguardano la casa, ma anche la scuola, il lavoro, la salute, l'accesso ai servizi e la partecipazione alla vita della comunità. Galati ha inoltre richiamato l'attenzione sulle condizioni in cui hanno vissuto per anni centinaia di cittadini a Scordovillo, sottolineando come le strutture presenti nell'insediamento non possano essere considerate abitazioni dignitose. “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato, ribadendo che il superamento del campo rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali".
"Il percorso - spiegano - avviato in questi mesi è stato preceduto da un lungo lavoro di ascolto e conoscenza delle famiglie residenti nell'insediamento. Attraverso incontri individuali sono stati costruiti progetti personalizzati che hanno consentito di individuare i bisogni specifici di ciascun nucleo familiare, così da orientare il successivo inserimento abitativo in relazione alla composizione delle famiglie, alla presenza di minori, persone anziane, disabilità e alle esigenze di accesso ai servizi. L'individuazione e l'assegnazione degli alloggi sono di competenza di ATERP Calabria, mentre il progetto Intrecci accompagna le famiglie prima, durante e dopo il trasferimento, sostenendo i percorsi di inclusione sociale e di autonomia".
"La bonifica dell'area di Scordovillo e la chiusura dell'insediamento sono, invece, al centro di un imponente piano di riqualificazione. L'intervento unisce fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario. Come ricordato dall'assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme Mimmo Gianturco, il Comune partecipa attivamente al progetto attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, contribuendo all'accompagnamento delle famiglie e al monitoraggio dell'intero processo affinché il cambiamento avvenga in condizioni di serenità, sicurezza e responsabilità condivisa. Nel corso dell'iniziativa è stato inoltre ribadito come il progetto poggi su un solido impianto istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e una rete di enti del Terzo Settore riuniti nell'ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino. Una governance integrata che affronta non soltanto il tema dell'abitare, ma anche quelli della sanità, dell'istruzione, del lavoro e dell'accesso ai servizi, nella consapevolezza che la casa rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio processo di inclusione".
"In questo senso, l'intervento di Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha evidenziato la rilevanza nazionale ed europea dell'iniziativa, nata per affrontare condizioni di esclusione sociale divenute strutturali nel tempo. Un progetto che punta a sperimentare un modello innovativo di intervento, capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali, costruendo risposte integrate ai bisogni delle persone e delle comunità. A rafforzare questa visione è stato anche l'intervento di Sonia Bruzzese, presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato il valore dei temi al centro del percorso formativo accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – determinanti sociali della salute, accesso ai diritti e contrasto all'antiziganismo – come elementi che interrogano direttamente la responsabilità delle istituzioni nel garantire giustizia sociale. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma è strettamente legata al benessere delle persone e alle condizioni in cui vivono. Per questo anche le politiche pubbliche sono chiamate a guardare oltre l'erogazione dei servizi, riconoscendo che istruzione, cultura, relazioni sociali e accesso ai diritti rappresentano fattori determinanti per la salute e la qualità della vita".
"Richiamando i principi dell'articolo 3 della Costituzione, la presidente dell'Ordine ha inoltre sottolineato il ruolo dell'assistente sociale quale professionista chiamato a costruire connessioni tra persone, istituzioni e territori, contribuendo a ricomporre le fratture sociali e a creare le condizioni affinché i diritti possano essere concretamente esercitati. Il superamento di Scordovillo rappresenta una sfida che riguarda tutti. Per questo Intrecci continuerà a promuovere momenti di informazione, confronto e sensibilizzazione, raccontando con trasparenza l'evoluzione del progetto e il lavoro quotidiano che accompagna una delle più importanti azioni di inclusione sociale avviate negli ultimi anni in Calabria. Il progetto "Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme" è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027".
Leggi l'ArticoloIl Dispaccio | 23 jul 2026
+Cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, oltre Scordovillo.
È uno dei dati più significativi emersi nel corso dell’incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera dal progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino, dedicato ai temi dell’accesso ai diritti, della salute e del contrasto all’antiziganismo, nell’ambito più ampio programma di attività di Intrecci dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici.
Un risultato concreto che rappresenta l’avvio di una fase importante del percorso di superamento del campo rom, ma che costituisce soltanto uno degli obiettivi di un progetto molto più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 36 mesi.
Nel corso dell’incontro, la direttrice del progetto Marina Galati ha ricordato come il lavoro di Intrecci non passi dall’assegnazione degli alloggi. Il progetto nasce infatti per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale, costruito attraverso interventi che riguardano la casa, ma anche la scuola, il lavoro, la salute, l’accesso ai servizi e la partecipazione alla vita della comunità.
Galati ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui hanno vissuto per anni centinaia di cittadini a Scordovillo, sottolineando come le strutture presenti nell’insediamento non possano essere considerate abitazioni dignitose. “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato, ribadendo che il superamento del campo rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali.
Il percorso avviato in questi mesi è stato preceduto da un lungo lavoro di ascolto e conoscenza delle famiglie residenti nell’insediamento. Attraverso incontri individuali sono stati costruiti progetti personalizzati che hanno consentito di individuare i bisogni specifici di ciascun nucleo familiare, così da orientare il successivo inserimento abitativo in relazione alla composizione delle famiglie, alla presenza di minori, persone anziane, disabilità e alle esigenze di accesso ai servizi.
L’individuazione e l’assegnazione degli alloggi sono di competenza di ATERP Calabria, mentre il progetto Intrecci accompagna le famiglie prima, durante e dopo il trasferimento, sostenendo i percorsi di inclusione sociale e di autonomia.
La bonifica dell’area di Scordovillo e la chiusura dell’insediamento sono, invece, al centro di un imponente piano di riqualificazione. L’intervento unisce fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.
Come ricordato dall’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme Mimmo Gianturco, il Comune partecipa attivamente al progetto attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, contribuendo all’accompagnamento delle famiglie e al monitoraggio dell’intero processo affinché il cambiamento avvenga in condizioni di serenità, sicurezza e responsabilità condivisa.
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ribadito come il progetto poggi su un solido impianto istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e una rete di enti del Terzo Settore riuniti nell’ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino. Una governance integrata che affronta non soltanto il tema dell’abitare, ma anche quelli della sanità, dell’istruzione, del lavoro e dell’accesso ai servizi, nella consapevolezza che la casa rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio processo di inclusione.
In questo senso, l’intervento di Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha evidenziato la rilevanza nazionale ed europea dell’iniziativa, nata per affrontare condizioni di esclusione sociale divenute strutturali nel tempo. Un progetto che punta a sperimentare un modello innovativo di intervento, capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali, costruendo risposte integrate ai bisogni delle persone e delle comunità.
A rafforzare questa visione è stato anche l’intervento di Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato il valore dei temi al centro del percorso formativo accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – determinanti sociali della salute, accesso ai diritti e contrasto all’antiziganismo – come elementi che interrogano direttamente la responsabilità delle istituzioni nel garantire giustizia sociale. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma è strettamente legata al benessere delle persone e alle condizioni in cui vivono. Per questo anche le politiche pubbliche sono chiamate a guardare oltre l’erogazione dei servizi, riconoscendo che istruzione, cultura, relazioni sociali e accesso ai diritti rappresentano fattori determinanti per la salute e la qualità della vita.
Richiamando i principi dell’articolo 3 della Costituzione, la presidente dell’Ordine ha inoltre sottolineato il ruolo dell’assistente sociale quale professionista chiamato a costruire connessioni tra persone, istituzioni e territori, contribuendo a ricomporre le fratture sociali e a creare le condizioni affinché i diritti possano essere concretamente esercitati.
Il superamento di Scordovillo rappresenta una sfida che riguarda tutti. Per questo Intrecci continuerà a promuovere momenti di informazione, confronto e sensibilizzazione, raccontando con trasparenza l’evoluzione del progetto e il lavoro quotidiano che accompagna una delle più importanti azioni di inclusione sociale avviate negli ultimi anni in Calabria.
Il progetto “Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme” è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.
Leggi l'ArticoloLaNovitàOnline.it | 24 jul 2026
+Scordovillo, cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative:
Intrecci fa il punto sul percorso di inclusione
Il progetto proseguirà ancora per 26 mesi, accompagnando le famiglie nell’inserimento abitativo e nei percorsi di accesso alla scuola, alla salute, al lavoro e ai servizi.
Lamezia Terme. Cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, oltre Scordovillo.
È uno dei dati più significativi emersi nel corso dell’incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera dal progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino, dedicato ai temi dell’accesso ai diritti, della salute e del contrasto all’antiziganismo, nell’ambito più ampio programma di attività di Intrecci dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici.
Un risultato concreto che rappresenta l’avvio di una fase importante del percorso di superamento del campo rom, ma che costituisce soltanto uno degli obiettivi di un progetto molto più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 36 mesi.
Nel corso dell’incontro, la direttrice del progetto Marina Galati ha ricordato come il lavoro di Intrecci non passi dall’assegnazione degli alloggi. Il progetto nasce infatti per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale, costruito attraverso interventi che riguardano la casa, ma anche la scuola, il lavoro, la salute, l’accesso ai servizi e la partecipazione alla vita della comunità.
Galati ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui hanno vissuto per anni centinaia di cittadini a Scordovillo, sottolineando come le strutture presenti nell’insediamento non possano essere considerate abitazioni dignitose. “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato, ribadendo che il superamento del campo rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali.
Il percorso avviato in questi mesi è stato preceduto da un lungo lavoro di ascolto e conoscenza delle famiglie residenti nell’insediamento. Attraverso incontri individuali sono stati costruiti progetti personalizzati che hanno consentito di individuare i bisogni specifici di ciascun nucleo familiare, così da orientare il successivo inserimento abitativo in relazione alla composizione delle famiglie, alla presenza di minori, persone anziane, disabilità e alle esigenze di accesso ai servizi.
L’individuazione e l’assegnazione degli alloggi sono di competenza di ATERP Calabria, mentre il progetto Intrecci accompagna le famiglie prima, durante e dopo il trasferimento, sostenendo i percorsi di inclusione sociale e di autonomia.
La bonifica dell’area di Scordovillo e la chiusura dell’insediamento sono, invece, al centro di un imponente piano di riqualificazione. L’intervento unisce fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.
Come ricordato dall’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme Mimmo Gianturco, il Comune partecipa attivamente al progetto attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, contribuendo all’accompagnamento delle famiglie e al monitoraggio dell’intero processo affinché il cambiamento avvenga in condizioni di serenità, sicurezza e responsabilità condivisa.
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ribadito come il progetto poggi su un solido impianto istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e una rete di enti del Terzo Settore riuniti nell’ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino. Una governance integrata che affronta non soltanto il tema dell’abitare, ma anche quelli della sanità, dell’istruzione, del lavoro e dell’accesso ai servizi, nella consapevolezza che la casa rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio processo di inclusione.
In questo senso, l’intervento di Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha evidenziato la rilevanza nazionale ed europea dell’iniziativa, nata per affrontare condizioni di esclusione sociale divenute strutturali nel tempo. Un progetto che punta a sperimentare un modello innovativo di intervento, capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali, costruendo risposte integrate ai bisogni delle persone e delle comunità.
A rafforzare questa visione è stato anche l’intervento di Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato il valore dei temi al centro del percorso formativo accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – determinanti sociali della salute, accesso ai diritti e contrasto all’antiziganismo – come elementi che interrogano direttamente la responsabilità delle istituzioni nel garantire giustizia sociale. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma è strettamente legata al benessere delle persone e alle condizioni in cui vivono. Per questo anche le politiche pubbliche sono chiamate a guardare oltre l’erogazione dei servizi, riconoscendo che istruzione, cultura, relazioni sociali e accesso ai diritti rappresentano fattori determinanti per la salute e la qualità della vita.
Richiamando i principi dell’articolo 3 della Costituzione, la presidente dell’Ordine ha inoltre sottolineato il ruolo dell’assistente sociale quale professionista chiamato a costruire connessioni tra persone, istituzioni e territori, contribuendo a ricomporre le fratture sociali e a creare le condizioni affinché i diritti possano essere concretamente esercitati.
Il superamento di Scordovillo rappresenta una sfida che riguarda tutti. Per questo Intrecci continuerà a promuovere momenti di informazione, confronto e sensibilizzazione, raccontando con trasparenza l’evoluzione del progetto e il lavoro quotidiano che accompagna una delle più importanti azioni di inclusione sociale avviate negli ultimi anni in Calabria.
Il progetto “Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme” è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.
Leggi l'ArticoloCalabriaUno | 23 jul 2026
+Il progetto “Intrecci” fa il punto sul percorso di inclusione sociale a Lamezia Terme. Un piano pluriennale che unisce diritto all’abitare, scuola, salute e lavoro per superare definitivamente lo storico insediamento rom.
LAMEZIA TERME – Cento persone hanno ufficialmente avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, lasciandosi alle spalle l’insediamento di Scordovillo. È questo il dato più significativo emerso lo scorso 20 luglio a Palazzo Nicotera, durante l’incontro formativo promosso dal progetto “Intrecci – Abitiamo il Lametino”.
L’evento, incentrato sull’accesso ai diritti, sulla salute e sul contrasto all’antiziganismo, si inserisce in un più ampio programma di formazione rivolto ad assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici, volto a rafforzare le competenze della rete territoriale.
Non solo case, ma percorsi di autonomia
Il trasferimento dei nuclei familiari rappresenta un traguardo concreto, ma costituisce solo il primo tassello di un piano d’azione ben più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 26 mesi. Come ha tenuto a precisare la direttrice del progetto, Marina Galati, il focus di Intrecci non si esaurisce nella mera assegnazione degli alloggi: “Il progetto nasce per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale. Un cammino integrato che tocca la casa, ma anche l’istruzione, il lavoro, la salute e la partecipazione attiva alla vita della comunità.”
Galati ha inoltre acceso i riflettori sulle condizioni degradanti in cui centinaia di cittadini hanno vissuto per anni a Scordovillo, ribadendo che le strutture dell’insediamento non possono essere considerate alloggi dignitosi: “Non possiamo chiamarle case”, ha dichiarato, sottolineando come il superamento del campo sia prima di tutto una battaglia di civiltà per la tutela dei diritti fondamentali e della dignità umana.
Un lavoro sartoriale basato sull’ascolto
La fase operativa dei trasferimenti è il risultato di un lungo lavoro preliminare di ascolto e conoscenza. Attraverso colloqui individuali, sono stati elaborati progetti personalizzati per ciascun nucleo familiare. Questo approccio ha permesso di mappare i bisogni specifici di ogni famiglia, calibrando l’inserimento abitativo in base alla presenza di minori, anziani, persone con disabilità e alla vicinanza ai servizi essenziali.
Mentre l’individuazione e l’assegnazione degli alloggi restano in capo ad ATERP Calabria, l’equipe di Intrecci sostiene le famiglie in ogni fase del trasferimento — prima, durante e dopo — per garantire una transizione stabile e scongiurare il rischio di isolamento.
Una sinergia istituzionale contro il degrado
Il superamento definitivo di Scordovillo e la successiva bonifica dell’area poggiano su un imponente piano di riqualificazione che unisce diverse fonti di finanziamento: i fondi del PNRR, il Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e le risorse gestite dal Commissario Straordinario per il superamento delle discariche abusive.
L’iniziativa vede la collaborazione attiva del Comune di Lamezia Terme. L’assessore alle Politiche sociali, Mimmo Gianturco, ha evidenziato il ruolo cruciale svolto dagli assistenti sociali, dai servizi comunali e dalla Polizia Locale nel monitorare il processo, garantendo che il cambiamento avvenga in condizioni di sicurezza, serenità e responsabilità condivisa.
La solida governance del progetto unisce Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP, Comune e la rete di enti del Terzo Settore riuniti nell’ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino.
Un modello di rilevanza europea
L’esperienza lametina punta a fare scuola. Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha sottolineato la rilevanza nazionale ed europea di un intervento nato per scardinare forme di esclusione sociale ormai strutturate nel tempo. L’obiettivo è sperimentare un modello innovativo capace di far dialogare in modo permanente le politiche abitative con quelle sanitarie, educative e sociali.
A fargli eco è stata Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha ricordato come la salute non sia semplicemente l’assenza di malattia, ma uno stato di benessere strettamente legato al contesto in cui si vive. Richiamando i principi dell’articolo 3 della Costituzione, Bruzzese ha rimarcato il ruolo dell’assistente sociale come figura chiave per ricucire le fratture sociali e connettere i cittadini alle istituzioni.
Il superamento di Scordovillo si configura come una sfida collettiva che interroga l’intero territorio. Per questo motivo, Intrecci continuerà a promuovere spazi di confronto e informazione, raccontando con trasparenza le tappe di quella che si presenta come una delle più importanti operazioni di inclusione sociale avviate negli ultimi anni in Calabria.
(Il progetto “Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme” è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027).
Leggi l'ArticoloCalabria Diretta News | 24 jul 2026
+Lamezia Terme registra un passaggio fondamentale nel percorso di superamento dello storico insediamento rom di Scordovillo. Cento persone hanno avviato un percorso concreto verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni di alloggi. I dati e i dettagli del piano sono emersi durante l’incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera nell’ambito del progetto “Intrecci – Abitiamo il Lametino”, incentrato sui temi dell’accesso ai diritti, della salute e del contrasto all’antiziganismo.
Un percorso integrato tra casa, salute e diritti
Il raggiungimento delle prime cento soluzioni abitative rappresenta una tappa all’interno di un programma destinato a proseguire nei prossimi anni per accompagnare le famiglie. La direttrice del progetto, Marina Galati, ha ricordato che l’iniziativa non si limita all’assegnazione degli alloggi, ma nasce per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale che tocca la scuola, il lavoro, la salute e la partecipazione alla vita della comunità.
Riferendosi alle precarie condizioni dell’insediamento di Scordovillo, Galati ha richiamato l’attenzione sulla necessità dell’intervento e sulla qualità delle strutture presenti: “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato la direttrice, ribadendo che l’azione intrapresa rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali. Il percorso è stato preparato con un lavoro di ascolto e con la creazione di progetti personalizzati per ogni nucleo familiare, mentre l’individuazione e l’assegnazione degli alloggi rimangono di competenza di ATERP Calabria.
Il lavoro congiunto delle istituzioni e del territorio
La bonifica dell’area e la chiusura dell’insediamento rientrano in un piano di riqualificazione che unisce i fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e le risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.
L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme, Mimmo Gianturco, ha ricordato la partecipazione attiva del Comune attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, impegnati nel monitoraggio del processo per garantire serenità e sicurezza. L’iniziativa poggia su una rete istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e gli enti del Terzo Settore dell’ATS Intrecci. Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha sottolineato il valore nazionale ed europeo del progetto come modello capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali.
La tutela della dignità e il ruolo dei servizi sociali
All’iniziativa è intervenuta anche Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato i principi dell’articolo 3 della Costituzione e il valore dei temi al centro della formazione degli operatori. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la semplice assenza di malattia, ma è legata alle condizioni di vita e al benessere della persona.
In questo contesto, le politiche pubbliche sono chiamate a considerare l’istruzione, la cultura e l’accesso ai diritti come fattori determinanti per la qualità della vita. La figura dell’assistente sociale si conferma dunque un ponte tra persone e istituzioni per ricomporre le fratture sociali e rendere effettivi i diritti di ogni cittadino.
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Gazzetta del sud | 24 jul 2026
+Lo svuotamento della bidonville avanza in silenzio. Abbattute le prime baracche. Si lavora a progetti su misura per garantire diritto all’abitare, salute, scuola e lavoro.
Il percorso di smantellamento del campo rom procede. In silenzio, con determinazione e contro ogni “forza” che vorrebbe mantenere lo status quo. In questi mesi, grazie al lavoro della Prefettura e della Questura di Catanzaro, sono state già trasferite le prime famiglie e, soprattutto, sono state abbattute le baracche a Scordovillo. Un processo lungo, che necessità di tempo, ma che prosegue inesoravile. Ad oggi, infatti, sono 100 le persone che hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, oltre Scordovillo. Un dato che è emerso nel corso dell'incontro dedicato ai temi dell'accesso ai diritti, della salute e del contrasto all'antiziganismo che si è svolto a Palazzo Nicotera, nell’ambito del programma di attività di “Intrecci” dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici.
