Cosa erano le classi “Lacio Drom” e cosa ci insegnano ancora oggi?

Dal 1965 al 1982 bambini e bambine rom e sinti furono inseriti in classi scolastiche separate. Una pagina poco conosciuta della storia italiana, al centro della lezione di Luca Bravi ed Eva Rizzin nel percorso di formazione curato dal Consorzio Nova per il progetto Intrecci.
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Per quasi vent’anni, in Italia, bambini e bambine rom e sinti hanno frequentato classi scolastiche separate dagli altri alunni. Erano le “Lacio Drom”, espressione che in lingua romanés significa “buon viaggio”: classi differenziali nate nel 1965 con l’obiettivo dichiarato di favorire la scolarizzazione, ma costruite su un modello che distingueva e separava gli alunni rom e sinti dal resto della popolazione scolastica.

Una scuola dentro la scuola
Le classi Lacio Drom nacquero da una convenzione tra Ministero della Pubblica Istruzione, Opera Nomadi e Istituto di Pedagogia dell’Università di Padova. L’intento era garantire l’accesso all’istruzione a bambini e bambine che vivevano spesso in condizioni di forte marginalità, ma la sua attuazione si basava anche su categorie e teorie segnate da stereotipi e pregiudizi. Tra i riferimenti della cosiddetta “pedagogia zingara” comparivano anche gli studi di Hermann Arnold, allora considerato un esperto internazionale, che sosteneva teorie razziste sulla presunta “primitività” e inferiorità intellettuale dei rom e sinti.

Le testimonianze raccolte negli anni raccontano inoltre una separazione molto concreta: in alcuni casi le lezioni si svolgevano nel pomeriggio, quando gli altri bambini avevano già lasciato la scuola, oppure in spazi separati e marginali, anche seminterrati. Una distanza che poteva trasformarsi in stigma e lasciare segni profondi nel rapporto con l’istruzione.

Dalla memoria al presente: la scuola nel progetto Intrecci
Questa pagina della storia italiana è stata al centro della lezione tenuta da Luca Bravi ed Eva Rizzin all’interno del percorso di formazione curato dal Consorzio Nova nell’ambito del progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino. Ripercorrere la storia delle Lacio Drom significa interrogarsi su cosa voglia dire, oggi, costruire una scuola realmente inclusiva.

Per questo Intrecci prevede una specifica azione di accompagnamento nelle scuole e nei percorsi di studio e scolarizzazione, con l’obiettivo di sostenere il diritto all’istruzione e favorire partecipazione, continuità e inclusione. La lezione del passato resta chiara: garantire l’accesso alla scuola non basta, se non si superano anche stereotipi, separazioni e disuguaglianze.

 

Fonti e approfondimenti

  • Luca Bravi, Eva Rizzin, Lacio Drom. Storia delle “classi speciali per zingari”. Rom e sinti a scuola 1965-1982, Anicia, 2024.
  • Luca Bravi, Rieducare i rom e sinti tra passato e presente. Il genocidio e l’etnocidio culturale.
  • Treccani, approfondimento dedicato alle classi “Lacio Drom”.
  • Progetto Storie nella Storia – archivio storico e testimonianze sulle esperienze scolastiche di rom e sinti.